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Eni tira il fiato, JPMorgan e Goldman Sachs divise su prospettive settore |
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Barbarella Messaggi inviati: 3168 Registrato il: 25 Gennaio 2002 |
Inviato
il 30/09/2004 - 11:04
oil.-
Eni prende fiato. Dopo ben sei sedute consecutive al rialzo e un primo stop nella giornata di ieri con l'azione che comunque ha toccato nell'intraday nuovi massimi storici a quota 18,69 euro, oggi il titolo del colosso petrolifero batte in ritirata dello 0,48% a 18,25 euro, in compagnia della controllata Saipem (-0,08% a 8,90 euro). Tutto il comparto oil (-0,20% allo Stoxx) in realtà oggi risente dell'attenuarsi delle tensioni sul prezzo del petrolio. Tanto che per JPMorgan è arrivato il momento di uscire dall'investimento nel settore petrolifero. Proprio questa mattina il broker ha infatti tagliato il rating del comparto energy europeo a underweight (sottopesare) in quanto ritiene che, dopo gli ultimi rialzi, sia limitato il potenziale di un ulteriore apprezzamento dei titoli oil. Ma non tutti i broker credono in un affievolirsi della corsa del prezzo del petrolio. "La forte domanda di greggio, l'incremento dei rischi politici e l'attività speculativa spingono i prezzi dell'oro nero e i margini di raffinazione", afferma sempre quest'oggi Anthony Ling, analista di Goldman Sachs. "Abbiamo quindi rivisto al rialzo le nostre stime sul prezzo del Brent per il biennio 2004-2005 a 37 dollari al barile". Allo stesso tempo l'esperto di quest'altra merchant bank ha alzato i margini di raffinazione del 28% per il 2004 e del 12% per il 2005 e le stime di cash flow delle società oil integrate in media rispettivamente del 3% e del 9%. "Secondo noi infatti nel complesso le compagnie petrolifere integrate sono le maggiori beneficiarie in quanto esposte sia ai prezzi del petrolio sia ai margini di raffinazione", spiega Ling. "In quest'ottica, anche i fair value dei titoli di queste aziende sono stati ritoccati verso l'alto in media del 2%", continua Ling. "Anche perché, gettando un occhio sul terzo trimestre 2004, questo suggerisce che potremmo essere di fronte a utili record per la maggior parte dei gruppi, soprattutto per le majors e BG. Comunque le nostre top picks all'interno del comparto in oggetto restano BP e Total tra i big e Hydro e Repsol tra le società regionali". Ma anche Eni può salire ancora in Borsa, a detta invece degli analisti di Banca Akros, che stanno rivedendo al rialzo le stime di fine anno sulla base di prezzi del petrolio più elevati. "Tenuto conto della plusvalenza derivante dalla cessione del 9% di Snam, l'utile netto di Eni per fine anno potrebbe registrare un incremento intorno al 18%-20%", sottolineano ad Akros. "I nostri target price per le oil companies incluse nel circuito Esn sono attualmente in revisione positiva sulla base delle nuove aspettative di prezzo del petrolio nel periodo 2004-2006", confermano questi altri esperti. "Ricordiamo inoltre che, nell'ipotesi di un rialzo delle stime di lungo periodo del prezzo del petrolio: dal 2007 in poi da 22 a 25 dollari per barile, il fair value di Eni salirebbe intorno a 22 euro per azione. Manteniamo quindi la nostra attuale raccomandazione di buy (comprare, ndr) sul titolo con un prezzo obiettivo a 19,5 euro". |
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