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Si attenua la pressione sul petrolio e le Borse salgono, bene Alleanza .... |
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Barbarella Messaggi inviati: 3168 Registrato il: 25 Gennaio 2002 |
Inviato
il 30/09/2004 - 10:26
L'allentarsi delle tensioni sul prezzo del petrolio e la chiusura al rialzo di Wall Street fanno ben sperare per la seduta di oggi. A Milano il Mibtel apre i battenti in crescita dello 0,26% a 21.235 punti e l'S&P/Mib lo segue con un +0,30% a 28.244 punti, rinfrancati, come gli altri indici europei, dal fatto che i prezzi del greggio sono scesi dopo che a sorpresa sono salite le scorte di oil e i ribelli in Nigeria hanno concordato un cessate il fuoco con il Governo, ridimensionando le minacce alla produzione.
La buona intonazione dei mercati dovrebbe proseguire almeno per tutta la mattinata, poi nel pomeriggio (14.30) saranno comunicate le nuove richieste di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 25 settembre. Mentre alle 16.00 è previsto l'indice dei direttori degli acquisti della zona di Chicago che dovrebbe salire a 58 da 57,3. Attenzione ai produttori di chip come STM che potrebbe risentire dei risultati della concorrente statunitense Micron Technology che ha chiuso il trimestre in utile, ma sotto le previsioni degli analisti. Il rally del Nasdaq però fa tornare gli investitori ai tecnologici dopo che i timori per le prospettive di utile del settore lo hanno spinto in ribasso di oltre il 3% negli ultimi tre giorni. Così STM sale dello 0,80% a 14,22 euro, in compagnia della controllante Finmeccanica (+0,52%). Continua la volata di Tiscali, in rialzo di un altro +3,46% a 3,05 euro. Ieri l'azione si è infiammata in chiusura con un +7,83%. I soliti rumors dicono che sarebbe stato individuato un compratore per la società: T-Oline e Telecom Italia sono i nomi più accreditati. Intanto però l'Isp sardo continua a smentire. Rialzo più frazionale per Tim (+0,59%) e Telecom Italia (+0,58%). Coem per Mediaset (+0,28%) che sovraperforma le rivali Seat (+0,03%), Rcs (+0,13%) e Mondadori (-0,51%). Toniche le banche, soprattutto Capitalia (+1%) e Banca Intesa (+0,62%). Restano più indietro Fideuram, che comunque recupera un altro +0,29% a 3,74 euro, e la controllante Sanpaolo Imi (-0,11% a 9,20 euro) che risente del downgrade di JPMorgan a neutral da overweight (sovrappesare). Il broker ha anche tagliato il fair value dell'azione a 10,5 da 11,6 euro. L'analista della merchant bank, Francesca Tondi, ha motivato la revisione con previsioni più conservative per i ricavi del gruppo, alla luce del difficile contesto per l'attività di risparmio gestito in Italia. Questo dopo che a sorpresa il direttore generale della controllata di SPI, Mario Cuccia, ha dato le dimissioni, due settimane dopo l'uscita di scena dell'Ad Ugo Ruffolo. Manager che potrebbe approdare ad Alleanza al posto di Sandro Salvati, presidente e amministratore delegato del gruppo, che delle due cariche manterrebbe solo la prima. Ipotesi che piace al mercato visto che al momento l'azione della compagnia di bandiera registra un progresso dello 0,9% a 9,31 euro. La nomina di Ruffolo, secondo gli esperti, potrebbe far presagire un cambiamento di strategia per Alleanza che gestisce un modello di distribuzione profondamente diverso da quello di Fideuram. "Certamente la scelta del management porta a escludere l'intenzione di Generali di incorporare la controllata Alleanza attraverso il lancio di un'offerta", commentano questa mattina gli analisti di Banca Akros. "Questa prospettiva ricordiamo ha supportato il titolo negli ultimi 12-18 mesi. Riteniamo questa prospettiva infondata". "Continuiamo a preferire il titolo Generali per la maggiore sottovalutazione del Danni e per una posizione di Alleanza relativamente debole in vista della riforma del sistema pensionistico", concludono alla banca d'affari milanese. In ripresa poi Fiat (+1,55% a 5,83 euro) e Autogrill (+1%), anche se, secondo Finanza & Mercati, sarebbe slittato a ottobre il verdetto dell'Antitrust su Edizione Holding, la finanziaria della famiglia Benetton (+0,26%) a cui fa capo anche la quota detenuta dalla famiglia veneta in Autogrill. Tra l'Autorità e i Benetton sono in corso trattative per raggiungere un armistizio che eviterebbe forse una multa superiore ai 15,8 milioni comminati alla finanziaria nel 2002. Punto chiave dell'accordo è la rinuncia da parte di Autogrill al diritto di prelazione sulle aree di ristoro in gara. Autogrill infatti, alleandosi con Eni (-0,20%), può far valere il diritto di prelazione in capo alla compagnia petrolifera. Tra gli energetici occhi puntati su Enel (+0,40% a 6,63 euro) in quanto ieri la Consob ha dato la sua approvazione alla pubblicazione del prospetto informativo per il collocamento della terza tranche del colosso elettrico. L'offerta, che come il Tesoro ha detto ad agosto riguarderà tra il 10% e il 20% di Enel, si terrà tra il 18 e il 22 ottobre. A dipendenti e sottoscrittori di azioni che abbiano in mano i titoli dalla vendita della prima tranche del 1999 si daranno otto azioni gratis ogni cento acquistate. Ai nuovi sottoscrittori si darà un'azione gratis ogni venti. L'ammontare esatto della quota in vendita sarà annunciato entro il 13 ottobre, mentre il prezzo massimo sarà fissato entro il 17 ottobre e il prezzo definitivo entro il 24 ottobre. Poco mossa Autostrade (+0,28%) dopo che il gruppo spagnolo Abertis ha annunciato che acquisterà dall'operatore autostradale portoghese Brisa la sua quota indiretta, pari allo 0,26%, in Autostrade per 23,8 milioni di euro. Ripartono invece le vendite su Alitalia (-0,55% a 0,2680 euro) perché il decreto legge sugli ammortizzatori sociali per i 3.700 esuberi della compagnia aerea è slittato. Rimbalzano ancora inoltre Cir (+1,42%), Telecom Italia Media (+1,14%) e Aem (+0,91%). La decisione di merito del Tar sulla privatizzazione della ex municipalizzata milanese dovrebbe arrivare entro 30 giorni, lasciando quindi al Comune i tempi tecnici per realizzare il collocamento entro fine anno. Attenzione, tra i titoli minori, a Gim e Smi, ieri protagoniste di un vero e proprio rally. Fonti vicine a Giorgio Fossa ed Emilio Riva hanno confermato che i due imprenditori sono interessati a rilevare "almeno il 51%" del gruppo siderurgico della famiglia Orlando. Da monitorare infine Astaldi, ferma per ora a 3,22 euro, che è fiduciosa di realizzare, per fine anno, un risultato netto superiore alle stime previste nel piano industriale triennale al 2006. Mentre il fatturato dovrebbe essere superiore a un miliardo di euro. |
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