Come estinguere un prestito con la cessione del quinto con il TFR

Tutti conoscono per sentito dire i termini “Trattamento di Fine Rapporto” (o TFR o liquidazione) e “Cessione del Quinto”.

Tuttavia, non tutti conoscono il vero significato dei due istituti nè, tanto meno, come sia possibile estinguere un prestito con la cessione del quinto con il TFR.

Proviamo a spiegarlo in poche e semplici parole.

Che cosa è il Trattamento di Fine Rapporto

Il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta, nel nostro ordinamento giuridico, una porzione di retribuzione spettante al lavoratore dipendente, differita, da parte del datore, alla estinzione del rapporto lavorativo.

Tale trattamento viene calcolato sommando per ciascun anno di servizio una quota pari, e comunque non superiore, all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per il coefficiente fisso di 13,5.

Con il decreto legislativo n. 252/05, tramite il meccanismo del silenzio assenso, si è data ai lavoratori la possibilità di destinare il TFR ai cosiddetti fondi pensione complementari. Dai primi di gennaio 2007, infatti, il lavoratore subordinato è posto di fronte alla scelta tra il mantenimento del Trattamento di Fine Rapporto nella sua forma attuale (ovvero detenuto dalla azienda e corrisposto al dipendente alla cessazione del rapporto lavorativo) oppure destinare lo stesso alla costruzione di una pensione integrativa, devolvendolo ai fondi pensione.

La normativa in materia di Trattamento di Fine Rapporto, dettata dal Codice Civile, stabilisce che il lavoratore dipendente possa richiederne l’anticipo in busta paga al fine di far fronte a spese urgenti e documentabili (quali l’acquisto della propria casa, spese mediche, interventi chirurgici, etc.), a condizione che abbia una anzianità lavorativa di almeno 8 anni, l’anticipo non superi il 70 % del Trattamento di Fine Rapporto già maturato, l’anticipo venga richiesto una sola volta durante il rapporto lavorativo.

In alcuni casi il TFR viene devoluto al lavoratore mensilmente, in busta paga.

Più precisamente, in via puramente sperimentale, a far data da marzo 2015, i dipendenti possono chiedere di ottenere in busta paga, unitamente alla retribuzione, la quota di Trattamento di Fine Rapporto maturata mensilmente.

Che cosa è la Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto dello stipendio costituisce una forma di prestito garantito a tasso fisso, rimborsabile a mezzo rate da pagare tramite trattenuta in busta paga.

Più precisamente, il datore di lavoro trattiene dallo stipendio (o l’INPS dalla pensione), ogni mese, un importo non eccedente il quinto dello stipendio, corrispondendolo direttamente alla società finanziaria o istituto di credito che eroga il prestito.

Il tutto fino a a completa estinzione del debito.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di accettare la richiesta di cessione del quinto da parte di un proprio dipendente ed è, pertanto, vincolato a due precisi doveri:

– a trattenere la rata indicata nel contratto dalla busta paga del dipendente, versando la stessa direttamente all’istituto che eroga il finanziamento;

– a trattenere ogni somma maturata dal dipendente presso l’azienda e versare la stessa alla banca erogante in caso di estinzione del rapporto di lavoro per licenziamento o dimissioni del dipendente.

Rapporti tra TFR e Cessione del Quinto

Il Trattamento di Fine Rapporto costituisce la principale forma di garanzia per banche e finanziarie che concedono il prestito.

L’ente erogatore del prestito, infatti, ha la facoltà di rivalersi sul TFR in caso di licenziamento o dimissioni onde procedere all’estinzione del debito contratto dal lavoratore.

In caso di dimissioni volontarie o perdita del lavoro, il debito residuo del dipendente viene, infatti, estinto anche attingendo al Trattamento di Fine Rapporto maturato fino a quel momento.

Ne deriva che il lavoratore che abbia richiesto un prestito personale e lo stia rimborsando tramite l’istituto della Cessione del Quinto non ha la possibilità di richiedere l’anticipo in busta paga del trattamento di fine rapporto.

Di contro, chi avesse già richiesto l’anticipo, vedrà di molto ridotto l’importo erogabile nel momento in cui dovesse accendere un prestito rimborsabile tramite cessione del quinto.

Come estinguere un prestito con la cessione del quinto tramite TFR

Va premesso che l’estinzione anticipata di un prestito con cessione del quinto è sempre permessa (seppure, talvolta, dietro penale stabilita al momento della firma del contratto di finanziamento stesso).

Per quanto riguarda l’ estinzione della Cessione del Quinto a mezzo trattamento di fine rapporto occorre fare una distinzione. Il lavoratore che abbia sottoscritto un contratto prevedente la Cessione del Quinto potrà rimborsare lo stesso, in tutto o solo in parte, tramite il TFR, unicamente nel caso di licenziamento o fallimento dell’azienda. In tal caso la finanziaria ben potrà soddisfare il proprio credito utilizzando la liquidazione del lavoratore. Tale diritto è sancito dalla normativa vigente, ed in particolare dall’art. 2120 del Codice Civile.

Viceversa, negli altri casi, la possibilità di saldare il debito tramite il TFR sarà devoluta alla discrezionalità dell’azienda datrice che, d’altro canto, non è tenuta all’anticipo della liquidazione e, quindi, ad accogliere la richiesta del dipendente.

L’anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto è, infatti, come detto, previsto soltanto in casi specifici determinati dalla legge tra i quali non rientra l’estizione di un debito. Il lavoratore dovrà, quindi, affidarsi alla disponibilità dell’Azienda, espondendosi, sovente, ad un netto rifiuto.

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